sabato 25 maggio 2019

Posti diversi, testimonianze uguali...

Raccogliamo e pubblichiamo due testimonianze giunte dalla Valle Camonica e da Parma, accomunate dall'esito simile:

In settimana a Breno (BS) la psichiatria dell'ospedale di Esine aveva
organizzato un incontro/evento sulla "follia liberata", dove ovviamente
parlavano solo psichiatri e simili, in ricordo della cosiddetta legge
Basaglia. In realtà era una vera e propria promozione della psichiatria
sul territorio in stile convegno di casa pound.
Raccogliamo la testimonianza di una simpatizzante  che c'è stata e l'ha definito un flop clamoroso.  ''Pochissime persone e alcuni presenti se ne sono andati a metà serata con
commenti del tipo: "Sono loro i pazzi, da questi non mi farei curare
neanche morta"...e non parliamo di anarchici, ma di cittadini della
Breno bene!''

''Ti condivido dei racconti  di una conferenza a Parma in cui sono state riportate le esperienze della zona di Colorno di fine anni '70 :
(Nell'ambito delle iniziative istituzionali per le ricorrenze dell'entrata in vigore della 180)
-Un 60enne montagnino dopo che i parrucconi hanno fatto il loro show ... declama senza microfono: "io sono entrato in manicomio a 4 anni, figlio di una degente, ho vissuto l'occupazione, son diventato operatore e poi abbiamo fatto la fattoria di vigheffio ... voi con i capelli grigi e le pantofole non vi ricordate quando era fuorilegge dir ste cose ...E avete scordato che le lotte carcerarie, antipsichiatrica, antifasciste son la stessa cosa!"
....Boato in sala ...
E una gnara giovane di 20 anni ... mega tosta ... "nessuno a scuola alle superiori mi ha raccontato la storia della mia città e sull'antipsichiatria...Magari la psichiatrizzazione e anni di terapia me li sarei gestiti meglio!" Lì boato dopo trenta secondi e poi tutti ad abbracciarla ... sguardo d'acciaio verso la direttrice dell'Asl.-''


Abbiamo condiviso due testimonianze che ci donano un pò di speranza...
Far parlare la psichiatria di sè stessa è il migliore aiuto che si possa
dare per screditarla!

Dagli OPG alle REMS...Il punto di vista di Sabatino


giovedì 23 maggio 2019

Ciao Sabatino...

Apprendiamo con tristezza che è venuto a mancare Sabatino Capatano.
Abbiamo avuto la fortuna ed il piacere di conoscerlo e di sicuro la sua storia , la sua forza, le sue lotte ed i suoi messaggi non saranno mai dimenticati
Nei prossimi giorni pubblicheremo articoli sulla sua vita trascorsa tra mille difficoltà, senza mai piegarsi.
Ci mancherà.
Camap . Collettivo Antipsichiatrico Camuno
Risultati immagini per sabatino catapano

domenica 19 maggio 2019

NO ALL’USO DEL TASER NEI REPARTI PSICHIATRICI! NO AL TASER! NO AI TSO CON LE SCOSSE ELETTRICHE!!!

A Firenze nel reparto di psichiatria dell'ospedale Santa Maria Annunziata è stato utilizzato il Taser per sedare un uomo per poi ricoverarlo in TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio). L'utilizzo della pistola elettrica è stato effettuato dai carabinieri, infatti, una pattuglia è intervenuta  nell'ospedale poiché era stato segnalato un soggetto in forte stato di agitazione.
Ci chiediamo come è sia stato possibile ricorrere all'utilizzo del Taser in un reparto psichiatrico.
È il secondo utilizzo a Firenze, a due persone già conosciute dai servizi psichiatrici.

Infatti, la  pistola elettrica è stata usata la prima volta in Italia il 12 settembre 2018 sempre a Firenze e sempre dai carabinieri per fermare un giovane musicista turco di 24 anni disarmato in stato di agitazione. Il ragazzo, in seguito al fermo, è stato ricoverato in TSO presso il reparto di psichiatria dell’Ospedale S. Maria Nuova.

Quando non arriveranno il medico o l’infermiere a contenere arriveranno i Taser?

Il fatto che l’uso della pistola elettrica in Italia venga fatto su più di una persona in stato di agitazione è perfettamente in linea con le intenzioni dell'azienda produttrice dell'arma, Taser International, ora AXON, che già nel 2004 riteneva la pistola elettrica “lo strumento più adatto a gestire persone emotivamente disturbate”.
Il Taser è considerato un dispositivo utile a garantire la sicurezza degli agenti. L’arma spara due dardi collegati alla pistola da cavi sottili. Quando il dardo colpisce il bersaglio, una scarica di corrente elettrica a impulsi provoca una paralisi neuromuscolare che concede agli agenti alcuni secondi per immobilizzare il soggetto. La pistola può anche essere premuta contro il corpo, causando dolore intenso. Le pistole in dotazione ai carabinieri non hanno bisogno di essere ricaricate e quindi possono sparare due colpi, ossia quatto dardi.

Dal 5 settembre 2018 in Italia il Taser è in fase di sperimentazione in dodici città italiane. La dotazione del Taser viene giustificata dalla non mortalità dell'arma, nonostante venga considerata dall'ONU uno strumento di tortura. Il Governo Italiano per mantenere la sicurezza dei cittadini, piuttosto che ridurre i casi di applicazione della violenza, preferisce dare alle forze dell'ordine la possibilità di sparare di più facendo meno vittime. Il Ministro dell'Interno Salvini, nel DDL Sicurezza ha inserito l'estensione dell'arma anche ai vigili urbani e alla Polizia ferroviaria oltre che alle altre forze di Polizia.

Nella ricerca “Shock tactics” della Reuters, su 1005 casi di morte legati all’uso del Taser, ben 257 vengono ricondotti all'uso dell'arma su soggetti con “disturbi psichiatrici e malattie mentali”; mentre in 153 casi il Taser è indicato come causa o come fattore che ha contribuito alla morte.

Ci preoccupa e allarma molto il fatto che si cominci ad usare il Taser su persone in difficoltà,  in stato di agitazione o di crisi, per poi ricoverarle nei reparti psichiatrici. Ad oggi il TSO è un metodo coercitivo che obbliga il soggetto ad un trattamento farmacologico pesante e sradica la persona dal proprio ambiente sociale, rinchiudendola in un reparto psichiatrico, ignorando la complessità delle relazioni umane e sociali e molto spesso ledendone i diritti.
Noi ci opponiamo a tutto ciò! Il superamento delle crisi individuali passa attraverso un percorso comunitario e non attraverso l’utilizzo di metodi repressivi e/o coercitivi che risultano dannosi alla dignità dell'individuo. Ci chiediamo perché non venga attribuito alla rete sociale il giusto valore.

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud - antipsichiatriapisa@inventati.org artaudpisa.noblogs.org  335 7002669 via San Lorenzo 38 56100 Pisa

martedì 14 maggio 2019

Taser usato direttamente in reparto...

Taser usato, ancora una volta, per colpire una persona disarmata e questa volta all'interno di un Spdc e per le consuete 'escandescenze'...Con rabbia e disgusto notiamo come in un reparto nel quale in teoria dovrebbero abbondare le alternative e che dovrebbe essere attrezzato per la 'cura' dei pazienti sia stata richiesta la 'somministrazione' di uno strumento offensivo, potenzialmente mortale. Ovviamente sono giunti subito i calorosi complimenti di Salvini...

https://firenze.repubblica.it/cronaca/2019/05/12/news/firenze_taser_su_paziente_psichiatrico_salvini_strumento_prezioso_-226081082/

domenica 12 maggio 2019

Venerdì 17 Maggio – Presentazione SENZANUMERO – Giornale Periodico Antipsichiatrico

Venerdì 17 maggio, dalle 19:00

Presentazione del periodico senzanumero.
Si parlerà di nuove forme di contenzione come il T.A.S.E.R. e di vecchie forme come l’elettroshock, accomunate dall’elettricità che ne consente la violenta azione repressiva.
A seguire aperitivo, giochi e musica * benefit a sostegno del collettivo senzanumero.

 

venerdì 10 maggio 2019

Pisa: sab 1 e dom 2 giugno: APPELLO PRESIDIO NO ELETTROSHOCK+ASSEMBLEA ANTIPSICHIATRICA

 La psichiatria è un’istituzione medica basata su falsi assunti (anche scientifici) e funzionale al controllo sociale. Sostenuta da potenti lobby del farmaco che vedono aumentare i loro profitti, la psichiatria sta facendo grandi passi nell’affermazione di se stessa all’interno della società.
Il Manuale Diagnostico e Statistico (DSM), giunto alla quinta edizione, annovera ormai più di trecento diagnosi psichiatriche e definisce sempre più i confini tra ciò che è normale e ciò che non lo è, psichiatrizzando un numero sempre più alto di persone considerate “inadeguate”.
A scuola il “disagio” comportamentale invece di essere valutato come un campanello d’allarme nella relazione adulto-bambino, viene incasellato come un problema mentale del bambino; dispensando così l’educatore o l’insegnante dal modificare l’approccio educativo, e delegando il problema ad un neuropsichiatra attraverso diagnosi stigmatizzanti di deficit di attenzione, sin dai primissimi anni d’infanzia.
Le pratiche psichiatriche (uso massiccio di farmaci e minacce di trattamenti sanitari obbligatori) dilagano anche all’interno dei luoghi di reclusione, siano essi galere o CPR (Centri Per il Rimpatrio).
È sempre più diffuso l’utilizzo di psicofarmaci introdotti nel mercato come innovativi, innocui e adatti a tutte le fasce di età ma con innumerevoli effetti collaterali. Questi, oltre ad agire solo sui sintomi e non sulle cause della sofferenza della persona, alterano il metabolismo e le percezioni, rallentano i percorsi cognitivi ed ideativi, contrastando la possibilità di fare scelte autonome, generando fenomeni di dipendenza ed assuefazione, del tutto pari -se non superiori- a quelli delle sostanze illegali classificate come droghe pesanti. Presi per lungo tempo possono portare a danni neurologici gravi che potrebbero provocare disabilità permanenti.
Siamo certamente testimoni di un passaggio che vede una recrudescenza di concetti e pratiche che si pensavano superate.
In assenza di un’assunzione collettiva e di base del benessere di tutti, la delega alle istituzioni  si rafforza. Le politiche securitarie la fanno da padrone. Tutto è concesso, pur di rispondere ad un bisogno di “tranquillità” indotto da campagne mediatiche fondate sulla paura.
Recentemente anche in Italia è iniziata la sperimentazione del taser, la pistola che sembra un giocattolo,  ma che in realtà è uno strumento pericolosissimo (ne sono prova le numerose morti causate dal suo utilizzo negli Stati Uniti) e di una violenza sofisticata. I primi a farne da cavia in Italia, e non ci sorprende, sono state due persone con presunte diagnosi psichiatriche. Quando il taser colpisce non lascia tracce sanguinolente, non turba il nostro immaginario ma immobilizza attraverso scariche elettriche che paralizzano i muscoli.
Ed è proprio l’elettricità che torna in auge nella “cura” di chi viene diagnosticato “malato di mente”. Da qualche anno, la cosiddetta comunità scientifica, ha riaperto il dibattito sulle scariche elettriche al cervello. Stiamo parlando del tristemente famoso elettroshock, che molti di noi pensavano fosse un trattamento superato. Così non è.
Oggi viene somministrato con l’uso dell’anestesia (onde evitare reazioni di opposizione) ed  ha  cambiato nome in TEC (terapia elettro-convulsiva).
Ad oggi in America duecentomila persone ogni anno sono sottoposte a questo trattamento, mentre in Italia circa trecento! Ciò, nonostante le conoscenze sugli effetti biochimici dell’uso dell’ elettricità non siano conosciuti. Si sa qualcosa in più sugli effetti collaterali, invece.
L’elettroshock provoca un notevole stress per il sistema cardiocircolatorio, con un aumento relativo dei rischi di infarto ed ha un effetto devastante sulla memoria provocandone una perdita permanente  in un intervallo che va dal 29% al 55% dei casi.
D’altronde la perdita della memoria è stato proprio uno degli obiettivi dell’elettroshock, sin dalla sua scoperta che risale ad 80 anni fa. Infatti, gli stessi inventori, gli italiani Ugo Cerletti e Lucio Bini, lo definivano «metodo dell’annichilimento» basato sulla quasi totale amnesia per i pazienti più refrattari attraverso ripetuti elettroshock. L’elettroshock fu  sperimentato su un 40enne senza fissa dimora; un escluso, un anomalo, qualcuno da normalizzare.
Uno dei luoghi in cui l’elettroshock viene praticato è l’Ospedale Santa Chiara a Pisa.
Per questo saremo lì davanti, in un presidio di contro-informazione e di denuncia di quella pratica come di altre, tutte orientate alla costruzione di un futuro che si vorrebbe fatto di persone annichilite e ammansite, non oppositive e quindi facili da gestire. Un futuro in cui non è previsto il riconoscimento di alcun valore alla peculiarità dei singoli; ora più che mai riteniamo necessario unire le  nostre forze per contrastare questa deriva uniformante.
Invitiamo tutti/e a partecipare ai seguenti appuntamenti:
-PRESIDIO INFORMATIVO CONTRO L’USO DELL’ELETTROSHOCK
SABATO 1 GIUGNO alle ore 16  c/o Ingresso Ospedale S. Chiara in Via Paolo Savi angolo via Niccolò Pisano
 -ASSEMBLEA ANTIPSICHIATRICA
DOMENICA 2 GIUGNO alle ore 10:30 c/o Spazio Antagonista Newroz in via garibaldi 72

COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD – PISA antipsichiatriapisa@inventati.org
COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO SENZANUMERO – ROMA senzanumero@autistici.org

CAMAP sarà presente con materiale informativo.

domenica 5 maggio 2019

Torino - Domenica 12 Maggio

LIBRINCONTRO a Torino
alle ore 16 ci sarà la presentazione del libro
"Divieto d’infanzia. Psichiatria, controllo, profitto"
di Chiara Gazzola e Sebastiano Ortu, BFS, Pisa 2018 (nuova edizione
aggiornata)

LIBRINCONTRO
Tre giorni di libri, presentazioni, workshop, dibattiti, concerti a
Torino
https://librincontro.noblogs.org/programma/