Tanti e Tante ti guarderanno male,
Per le tue scelte.
Proveranno a remarti contro.
Proveranno ad ingannarti.
Proveranno a Sedarti.
Proveranno ad ucciderti.
Le briciole che lasciano,
Forse sono importanti,
Per capire certe dinamiche?
Il pugno di amicizie che tieni,
Difendilo a più non posso.
Proteggi la tua fragilità,
Rischia per la tua felicità,
Poche manciate di secondi,
Con profumi che mai se ne andranno?
Raccogli nelle tasche vuote,
Le tue più calde lacrime.
Sostenendo a piedi nudi,
Una nuova malandata e distratta stagione,
Nel suo sfuggevole corso.
Le ansie si possono divertire finché vogliono?
Ora e sempre, è stato il tuo turno.
Ci sei anche te!
Per quanto può durare?
Ci sei anche te!
Di cristallo
Nel fumo e nell'acciaio.
Ci sei anche te?...
giovedì 21 marzo 2024
Gabryela 21/03/24
sabato 9 luglio 2022
Se mai si cerca verità?
Se mai si cerca verità?
Dove regna il timore della malattia e la morte.
Dove si compra la vita della gente,
Dove si reprime il pensiero,
Dove si coltiva invidia
E brama di proprietà.
Dove ci si uccide afflitti
Dalle morali tossiche della società.
Se cercate per caso la verità?
O uno dei pochi posti dove trovarla.
No.
Non è in chiesa.
E no.
Non è nemmeno al bar.
No.
Santo cielo non è a scuola né in Comune.
Allora dove la si può trovare?
Forse tra 3 letti,4 mura,12 persone.
I passi lenti,la vista offuscata,
Giorni finiti nell'oblio.
La cura e il parlare infantile del personale,
Mentre si guarda probabile,la televisione
Con programmi di approfondimento
Su disgrazie.
La miseria di aspettare ogni mezz'ora una pausa sigaretta.
La difficoltà ad accettare
Una terapia di psicofarmaci,
Ignota e con effetti tutti
Da scoprire.
Esaurire il tempo e la sopportazione,
Bloccati in un limbo,
Disegnando ogni giorno,
Senza matite e pennarelli,
Il colore del vuoto.
Parole eterne per pochi.
Gesti irripetibili forse?
12 persone dentro una scatola cosa possono combinare?
Diversi i problemi,
Diverse le famiglie,
Diverse le buone e le brutte esperienze,
Diverse le Fedi,
Diverse le idee.
Le stesse goccie,
Le stesse pillole,
Lo stesso mangiare,
Lo stesso caffè d'orzo
Senza zucchero,
Le stesse patologie,
Le stesse restrizioni.
Fragili e senza lacci alle scarpe,
Deboli e privi d'allegria
In ciabatte.
Inebetiti,controllati a vista,
Gli oggetti sequestrati
Insieme alla Furia.
Accumunati dalle lancette,
Che ci fanno andare a fumare.
Ognuno nei suoi silenzi,
Ognuna nelle sue parole,
Discorsi fra noi a volte,
Per provare ad amarsi ancora?!
Verità scomode
Verità tossiche
Verità chimiche
Ci spezzano le Ali e non
Si faranno mai perdonare.
Se cerchi la verità,
Forse senza pensare tutto questo?
La puoi trovare nella tua paura,
Nella tua rabbia inespressa,
Nel tuo amore,
Che nonostante tutto,
Vuole sempre ballare,
Sotto un cielo nucleare
Con te.
Solo con te
Pure se ti uccidono ignorandoti.
È la tua verità.
Ognuno ha i suoi percorsi
E la sua ferita.
I propri colpi di genio,
Poco importa chi li vede?
La cattiveria di questo mondo,
E la situazione più scomoda,
Da digerire.
A volte non ci si riesce?...
Gabryela 8/07/22
mercoledì 27 ottobre 2021
Poesia 27/10/21
Le odiate sirene rompono il silenzio
Mentre sbuffo
Guardo in stazione passivo/statico i freddi schermi.
Molto spesso difficile trovare un senso
Per i deboli arduo sedare il tormento
Fumare compulsivo
Posacenere colmi
Assenso?
Vorrei annegare i timori nel assenzio
Odore di dimesso
Afflitto/in guerra depresso.
Padre,figlio e cronaca nera
Abusi su minori
Sempre in testa la chiesa
Sbarre invisibili
L' inferno in alcune famiglie la sera...
Chi muore?
Forse tua madre?
Forse un signore?
Forse per spaccio?
Forse per malattia mentale?
Forse perché criminale?
Forse perché troppo normale?
Forse perché schiavo a lavorare?
Forse perché costretto a scappare e migrare?...
Chi muore?
Tutti i minuti/tutte le ore
Il panico si illumina
Ogni mattina alle prime ore...
Chi muore?
Quali deboli?
Siete voi...
Governi, leggi, repressioni, farmaci...
Per imbrogliare la vostra paura,
Non ammettete di odiarvi,
Invidiosi e incapaci
Di essere felici
Cali di Serotonina
Alcol di pregio e Cocaina.
Tristi
Potenti
Benpensanti...
Assilati dai fantasmi,
Dilaniati dalle colpe,
Umiliati dai vostri orgasmi,
Divorati dai vermi
Sbranati dai matti.
Sulle vittime piangono
Le suore...
La nostra Lotta
Contro tutto
Il nostro amore...
Insiste
Solidale
Continua
Non muore.
Credo che essere buoni
Non sia un limite...
Tremare non è essere fragili...
La vita non è attendere
Come in posta il crepare.
Ho la piena certezza
Che il sincero ardore
E la passione più trasparente
Sono quello che conta
Le ferite parlano
I ricordi sbiadiscono
Gli anni si buttano
Le mani diventano acqua
Un abbraccio corretto col sudore,
L' Essere umano
Un capolavoro di sensi
Un romanzo d' orrore.
Ang. 27/10/21
mercoledì 3 giugno 2020
Egloga antipsichiatrica
Non smanierò mai per un ego o una gioia materiale,non riesco a provare invidia,a volte felice mi vergogno,mi imbarazzo dentro una fiaba drogata,non ho tempo per l'odio non ho voglia di competere,non ne ho di giorni da buttare.
Riscopro parole,certezze,agitazioni ed energie positive e vigorose,accettando di più ciò che è irrazionale contrastandolo lucido.
La paura mi sbuffa sul collo compagna seguendo la mia ombra,pensieri caldi respiri gelidi,lettere d'amore ad un coraggio spropositato,che giunge,pure a sorpresa,spesso sai?! Si fa attendere.
Angelo. 3/06/20
mercoledì 11 maggio 2016
Raccolta di poesie Giorgio Antonucci
Una raccolta di poesia dà voce a chi ne è stato privato
Acerrimo avversario dei manicomi e della psichiatria - "un'ideologia priva di contenuto scientifico, una non‑conoscenza, il cui scopo è annientare le persone invece di provare a capire le difficoltà della vita sia individuale che sociale" -, il medico e psicanalista Giorgio Antonucci racconta la sua importante esperienza di vita "tra coloro che vengono tenuti nascosti dalla società". Le poesie di Antonucci sono come un dono; aiutano a capire e arricchiscono. Leggendo questa raccolta si prova dolore, angoscia, disperazione, ma anche dolcezza, entusiasmo e una fortissima voglia di vita.
Rimase assorto per più di un'ora su una sola parola. L'aveva scritta proprio al centro di un foglio a quadretti.
Una poesia - mi disse. Una poesia di una sola parola. L'aveva scritta di suo pugno. E ne andava orgoglioso. Lui, che di poesia non aveva mai sentito parlare. A mala pena si ricordava di avere frequentato le prime classi elementari. Tanto tempo fa. Ora scontava un ergastolo per chissà quale ragione. Sempre che per l'ergastolo – quest'istituzione della pena così¬ arcaica e disumana - possa essere invocata una qualche ragione. Comunque sia il lievitare degli anni lo aveva fatto poeta. Poeta di una sola poesia, di una sola parola, quasi di una sola sillaba: mai.
-Questa poesia si può leggere in infiniti modi - mi disse un'altra volta. E un lampo attraversù i miei pensieri. Infiniti modi per infiniti mondi.
Così, questi testi,come conversazione con gli internati delle istituzioni totali, sono un ritorno di pensieri "perduti", di esperienze "negate".
La parola ritrova la sua struttura di comunicazione.
La navicella del discorso alza le sue vele nei mari più solitari.
martedì 14 luglio 2015
La testa fra i ceppi - Una poesia di Giorgio Antonucci
li hanno modellati
per i pazzi
a forma
concava
sul modello del cranio
Certamente non possono
essere precisi
Ce ne vorrebbero
troppi
Ce ne vorrebbero
troppi
Ce ne vorrebbero
a molte dimensioni
Bisognerebbe tagliarli
con curvature
diverse
Non so se mi intendi
il nostro
lavoro
è un pò complicato
Però io non c’entro
sono
un semplice
sorvegliante
io faccio il mio mestiere
faccio il mio mestiere
e basta!
Ma anch’io ho una testa
per riflettere!
Anch’io
ho un’esperienza
Sono qui da vent’anni
e so
molte cose
Bisognerebbe tagliarli
con curvature
diverse
Non so se mi intendi
il nostro
lavoro
è un pò complicato
Si tratta
di matti!
La testa
capisci?
La povera
testa
malata!
Mi parlava
con aria competente
con atteggiamento da lunga esperienza
con qualche
sguardo
malizioso
con occhiate
d’intesa
La testa
capisci?
La povera
testa
malata!
Se vieni
ti porto
a vedere
ti porto
a vedere
Vincenza
“la nostra
bimbetta”
La chiamiamo così
in tono affettuoso
perchè ci fa pena
perchè l’abbiamo
accolta
qui
da bambina
aveva quattro anni
Ebbene è malata
è molto malata
ti porto a vedere
vedrai la sua cella
vedrai che è legata
La testa fra i ceppi
a capo del letto
E poi se la sleghi
(ci abbiamo provato!
ci abbiamo provato!)
ti guarda impaurita
(lo sai non capisce)
e cade per terra
e batte la fronte
e grida
e non parla
Mi ha detto il dottore
(un grande scienzato
un grande scienzato
che sa quasi tutto)
tenetela ferma!
perchè la slegate?
Ha male qui dentro
Ha male alla mente
Ha male al cervello
tenetela ferma
tenetela fissa!
Guardate il suo sguardo
Lo sguardo è smarrito
Ha male qui dentro
Ha male alla mente
Ha male al cervello
tenetela ferma
tenetela fissa!
La testa fra i ceppi.
mercoledì 29 ottobre 2014
Antonin Artaud - Lettera ai primari dei manicomi
frettolosi disconoscimenti. Noi affermiamo che un numero dei vostri ricoverati, perfettamente pazzi secondo la definizione ufficiale, sono anch’essi internati arbitrariamente. Non ammettiamo che si interferisca con il libero sviluppo di un delirio, altrettanto legittimo, altrettanto logico, che qualsiasi altra successione di idee o di azioni umane. La repressione delle reazioni antisociali è, per principio, tanto chimerica quanto inaccettabile. Tutti gli atti individuali
sono antisociali. I folli sono per eccellenza le vittime individuali della dittatura sociale; in nome di questa individualità, che appartiene all’uomo, noi reclamiamo la liberazione di questi prigionieri, forzati della sensibilità perché è pur vero che non è nel potere delle leggi di rinchiudere tutti gli uomini che pensano e agiscono.
Senza insistere sul carattere perfettamente geniale delle manifestazioni di certi folli, nella misura in cui siamo
in grado di apprezzarle, affermiamo l’assoluta legittimità della loro concezione della realtà, e di tutte le azioni
che da essa derivano. Possiate ricordarvene domattina, all’ora in cui visitate, quando tenterete, senza
conoscerne il lessico, di discorrere con questi uomini, sui quali – dovete riconoscerlo – non avete altro
vantaggio che quello della forza. [...]
Info, approfondimenti: http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=3315&biografia=Antonin+Artaud
martedì 14 maggio 2013
Gregory Bateson
Oggi viviamo in un’epoca in cui le
profondissime cose di cui eravamo felicemente
inconsapevoli sono scosse dal rimbombo dei
cambiamenti. Penso che sia tempo che tutti
prestino attenzione a questo rimbombo.
Dobbiamo acquisire coscienza di quelle cose di
cui prima eravamo felicemente, e per il nostro
bene, inconsapevoli.
Veronika
