martedì 2 maggio 2017
INIZIATIVA IN RICORDO DI SANDRO CAPPANNINI, 6 MAGGIO A ROMA
Sabato 6 maggio 2017 a Roma, ci sarà una iniziativa in ricordo di
Sandro Cappannini (morto nel dicembre 2016, creatore del sito internet
" www.nopazzia.it [1] " di informazione critica alla psichiatria),
presso la libreria Anomalia (che fu' anche sede del Telefono Viola
negli anni '90, di cui Sandro faceva parte e successivamente di un
gruppo di auto-mutuo aiuto, gestito dallo stesso Sandro C.),
Sandro Cappannini, portava avanti la critica alla Psichiatria,
perché :
-Fondata su una teoria,mai dimostrata, che la "malattia mentale" é
causata da un difetto nel cervello (produzione e trasmissione dei
neurotrasmettitori). Solo che non esiste alcun tipo di analisi
strumentale (elettroencefalogramma, TAC, analisi del sangue o altro)
che possa rilevare una malattia mentale,questo presunto "difetto". La
diagnosi di una malattia mentale é effettuata, da un* psichiatra,
solamente attraverso la osservazione dei comportamenti (nelle azioni e
nelle parole) di una persona e dal "giuidizio" (personale) che viene
dato su di essi (che é influenzato anche della cultura del tempo,
tantevvero che fino ai primi anni '70, la omosessualità era era
considerata una malattia mentale, ed era riportata nel DSM
(pubblicazione in cui vengono elencate tutte le malattie mentali con i
loro sintomi, edita dalla Associazione Psichiatrica Americana ed
adottato come manuale diagnostico dagli psichiatri in tutto il mondo).
-Gli Psicofarmaci usati per "curare" le "malattia mentali", hanno
gravi effetti collaterali (basta leggere i foglietti illustrativi, i
"bugiardini" ), debilitano la persona sia sul piano fisico che su
quello intellettuale, provocano, sono causa di vere e proprie
malattie iatrogene e vengono dati, generalmente, "a vita", per
moltissimi anni.
Gli psicofarmaci non "curano", ma vengono usati perché fanno sparire
i "sintomi", allo stesso modo per cui, in passato, veniva usata la
Lobotomia (ad Egas Moniz_, _inventore della stessa, nel 1949 fu dato
il Premio Nobel per la Medicina).
-Usa lo strumento del TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) per
obbligare l'assunzione di psicofarmaci una persona che non li vuole
prendere.
QUÌ DI SEGUITO IL PROGRAMMA SABATO 6 MAGGIO ore16, presso la
libreria Anomalia (via dei Campani 73 a San Lorenzo, Roma)
INIZIATIVA IN RICORDO DI SANDRO CAPPANNINI (creatore del sito internet
" www.nopazzia.it [1] " di informazione critica alla psichiatria)
-Proiezione video-interviste a :
-Sandro Cappannini
-Giorgio Antonucci (medico, psicanalista, collaboratore di Franco
Basagllia, antipsichiatra).
-Lettura di scritti di Sandro Cappannini.
-Presentazione dei contenuti del sito "nopazzia".
-Interventi liberi e Dibattito.
amici e compagni di Sandro
http://www.nopazzia.it
mercoledì 26 aprile 2017
MILANO VENERDì 28 APRILE
AMBULATORIO MEDICO POPOLARE in via dei Transiti T28
ED AVEVAMO GLI OCCHI BELLI
iniziativa in ricordo di Roma e Alfredo
presentazione "correnti di Guerra " di Marco Rossi
e "un odissea partigiana, dalla resistenza al manicomio"
di M.Franzinelli e di N.Graziano
a seguire APERICENA
ED AVEVAMO GLI OCCHI BELLI
iniziativa in ricordo di Roma e Alfredo
presentazione "correnti di Guerra " di Marco Rossi
e "un odissea partigiana, dalla resistenza al manicomio"
di M.Franzinelli e di N.Graziano
a seguire APERICENA
domenica 23 aprile 2017
Quando il giudice è stato psichiatrizzato di Maria Catena Amato
Quando il giudice è stato psichiatrizzato di Maria Catena Amato
A distanza di anni, non so ancora chi forse in Cielo mi ha aiutata, ma se non avessi avuto quel barlume di lucidità, che all’epoca, contro tutti e contro tutto, mi fece scegliere liberamente e consapevolmente di risolvere i miei gravissimi problemi personali, senza alcun aiuto farmacologico e nessun supporto psicoterapico, non sarei ancora in vita.
Sono
venuta a contatto con gli psicofarmaci e con il mondo della
psichiatria, per caso, quando ignara di tutto, stavo preparando l’esame
di diritto amministrativo alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo. Mio
padre, violento in famiglia da sempre, alcolista da qualche tempo, finì
in ospedale in gravissime condizioni per morirvi dopo pochi mesi. Io,
per molti anni, fin da bambina, avevo abusato del cibo, all’interno
della mia famiglia violenta e distruttiva, ingozzandomi ripetutamente.
Mi
indirizzarono da coloro che, secondo molti, mi avrebbero aiutata in
ogni caso. Primo dono: un pacchetto di ansiolitici, da prendere al
bisogno, mentre, tentavano, in tutti i modi, di sottopormi ad una
psicoterapia, non richiesta e non gradita, mentre la mia disperazione e
la mia sofferenza crescevano ogni giorno di più. Mi rivolsi allo stesso
operatore per più di un anno, senza alcun risultato, mentre le mie
condizioni fisiche peggioravano ed il mio peso aumentava. Le cose non
cambiarono quando andai altrove. Mi prescrissero psicofarmaci: dal
Prozac, ad altri. Poi arrivarono i neurolettici, mentre cercavo di
spiegare disperatamente, non ascoltata, a queste persone che con le
chiacchiere non si esce dalla disperazione, specialmente quando in casa
hai una madre totalmente invalida, senza risorse economiche, senza
lavoro e senza futuro, anche con una laurea in Giurisprudenza, in terra
di mafia! Mentre il contrasto fra le loro eccellenti teorizzazioni ed i
miei principi e valori di vita, diveniva incolmabile. Ad un certo punto,
finii in ospedale per “Impregnazione neurolettica.”
Ho rischiato di
morire. Mi disintossicarono e gli specialisti psichiatri della clinica
dove mi avevano portata mi chiesero come mai prendessi così potenti
psicofarmaci e come mai me ne fossero stati prescritti per anni di tutti
i tipi, visto, che, dopo un mese di osservazione all’interno della loro
struttura, non avevano riscontrato in me alcuna patologia! Per loro ero
perfettamente sana! Il problema dell’abuso del cibo era solo dovuto
alle vicende distruttive familiari. Avevo semplicemente sfogato la
disperazione sul cibo. Si poteva benissimo correggere con. un po’di
serenità e di quiete, costruendo la mia vita. Ed allora tutti gli
psicofarmaci prescritti?.. per quale patologia? Le domande sorgevano
spontanee. Rifiutai ogni prescrizione farmacologia di neurolettici.
Ritornai al Servizio dove mi volevano ancora somministrare altri
psicofarmaci potentissimi, se avevo voglia di prenderne. Non ero certo
guarita dalla mia gravissima patologia…poi, dissero a mia madre che
potevo anche optare per un ricovero in ospedale, dove mi avrebbero
sedata…Rifiutammo ogni tipo di aiuto. Ancora non ci rendevamo conto di
cosa fosse successo. Incominciammo a richiedere la mia documentazione
medica e le Strutture incominciarono a rifiutarcela. Mi rivolsi così
all’avvocato presso il quale facevo praticantato legale. Con la minaccia
di una denuncia, ci fornirono quanto richiesto e dovuto. Qual’era
questo mio famoso malanno da curarmi a tutti i costi…o meglio, che
desideravano così ardentemente di curarmi? Non ci è dato sapere… In una
cartella avevo la personalità disturbata a vario titolo, patologie
gravissime irreversibili (diagnosi postuma: sfornata al momento
dell’intimazione legale!); in un’altra la bulimia. In un’altra ancora
non avevo niente (ma gli psicofarmaci me li volevano dare lo
stesso…Malata di che…?). Di una stessa struttura esistevano addirittura
due copie di cartelle. Quale era la veritiera? Mistero…Però una cosa
saltava agli occhi, evidentissima…avevo contestato… forse
troppo…ribellandomi alle loro amorevoli cure…avevo fatto troppo di testa
mia…pensato troppo…Di certo non mi avevano curata e neppure guarita…
Allarmati,
visto che non riuscivamo a capire nulla, ci siamo rivolti ad un
primario: il Professore Mario Meduri di Messina, che, dopo visita
accurata e vari test di tutti i tipi, ripetuti presso un’altra struttura
pubblica, con il medesimo risultato (Perfettamente sana!), mi disse che
non avevo bisogno di psicofarmaci e che l’ingozzamento di cibo in tutti
quegli anni, si chiamava bulimia, ed era dovuto ai problemi familiari.
Partì
la denuncia verso la Magistratura. Senza soldi e senza perito, quello
bravo e pagato bene, che metta in luce gli effetti distruttivi dei
psicofarmaci e l’assurdità di certo sistema, non hai giustizia. Neppure
in sede civile, perché la Giustizia in Italia ha un costo economico non
indifferente, e noi non rientravamo neppure nel gratuito patrocinio, per
pochi spiccioli! Non abbiamo neppure potuto proporre un giudizio di
danni, anche qui il perito andava pagato, ante-causam ed in corso di
causa. I reati, di falso in atto pubblico è difficile dimostrarli.
L’esposto, dopo anni, fu archiviato per prescrizione. I reati di falso
si erano prescritti! Nessuna considerazione nel merito. Nessuna
giustizia per anni di inferno. La mafia dei colletti bianchi aveva
vinto, come sempre…gli amici degli amici…Avanti un altro da distruggere!
E’ forse scienza questa? Cosa sta succedendo?
In cura per cosa?...Ci
siamo chiesti tutti, familiari ed amici…La “patologia del dissenso?”
Per caso…visto che avevo avuto la felice idea di andare, come mio
solito, a ficcare il naso dove non avrei dovuto e fare domande che non
avrei mai dovuto fare…inopportune…contestatrici…
Quando rifiutai ogni
aiuto ero distrutta fisicamente. Tutti gli psicofarmaci provocano danni
collaterali, a cominciare dalla perdita della memoria, molto spesso
indimostrabili, in un campo dove impera l’arbitrio. Il mio peso era di
centotrenta chili ed oltre e i miei ormoni non rispondevano più.
Mi curò un medico ginecologo, il dottore Oriente Antonio, gratuitamente, al quale devo la mia vita e la mia salute.
I
miei problemi personali legati al cibo, con il suo carico di
sofferenza e di disperazione, li ho affrontato con l’aiuto prezioso
delle persone che mi amano. Il resto è venuto da sé, dopo che ho chiuso
per sempre con i veleni legalizzati e con qualunque tipo di approccio
psichiatrico e similari. Abilitazione all’esercizio della professione
legale e dal gennaio 2002 esercizio di funzioni giudiziarie onorarie
presso il Tribunale di Patti, distretto di corte d’Appello di Messina,
con all’attivo centinaia di Sentente e provvedimenti nel campo civile;
dando così il mio contributo all’Amministrazione della Giustizia,
crescendo umanamente e professionalmente, tra la stima e l’affetto dei
Magistrati, dei colleghi e degli Avvocati. A tutti un grazie di vero
cuore.
Presto ci sarà un sito: www.analistaanalizzato.it, dove
raccoglierò la mia storia personale, con tutti i documenti storici
connessi, per dare voce a chi non ha voce, attraverso questa mia opera
prima, l’Analista Analizzato, edita dalla Casa Editrice Progetto Cultura
2003, e donare un forte messaggio di speranza alle numerose persone
disperate che vengono sistematicamente distrutte nel tentativo assurdo
di curargli sola la disperazione…”malati di niente!”
mercoledì 5 aprile 2017
14 e 15 Aprile a Torino e Milano

Il 14 e 15 al Paso di Torino ed Torchiera di Milano ci saranno dei concerti benefit per la ristampa di libri a tema anticarcerario ed antipsichiatrico che poi verranno inviati e distribuiti gratuitamente all'interno nelle carceri. In uno dei due libri c'è anche un intervento del Camap e per chi fosse interessato può richiederli qui https://editricecirtide.noblogs.org/ o potrà scaricarlo qui https://editricecirtide.noblogs.org/files/2015/03/psichiatria_web.pdf

sabato 1 aprile 2017
PISA: GIOVEDì 6 APRILE
EXPLOIT in largo Pontecorvo 2
Il Collettivo Antipsichiatrico ANTONIN ARTAUD
l’Osservatorio Antiproibizionista CANAPISA CREW
organizzano:
“PSICHIATRIA di GUERRA. Sperimentazione e business in ambito militare
dalla Prima guerra mondiale ai giorni nostri.”
dalle ore 17:30 Presentazione dell’opuscolo “CORRENTI di GUERRA. Psichiatria militare e faradizzazione durante la Prima guerra mondiale.” di Marco Rossi e proiezione del video documentario “Il NEMICO NASCOSTO”
A seguire APERICENA
PER INFO: antipsichiatriapisa@inventati.org
Il Collettivo Antipsichiatrico ANTONIN ARTAUD
l’Osservatorio Antiproibizionista CANAPISA CREW
organizzano:
“PSICHIATRIA di GUERRA. Sperimentazione e business in ambito militare
dalla Prima guerra mondiale ai giorni nostri.”
dalle ore 17:30 Presentazione dell’opuscolo “CORRENTI di GUERRA. Psichiatria militare e faradizzazione durante la Prima guerra mondiale.” di Marco Rossi e proiezione del video documentario “Il NEMICO NASCOSTO”
A seguire APERICENA
PER INFO: antipsichiatriapisa@inventati.org
mercoledì 22 marzo 2017
CORRENTI DI GUERRA. Psichiatria militare e faradizzazione durante le Prima guerra mondiale
sotto il link alla versione pdf da
scaricare dell’opuscolo di Marco Rossi “Correnti di guerra”. Sulla
psichiatria militare e l’uso della corrente elettrica durante la prima
guerra mondiale, autoprodotto dal Collettivo Artaud.
https://artaudpisa.noblogs.org/files/2017/03/correnti-di-guerra-pdf.pdf
qui la prefazione:
''Continua la collaborazione con Marco, di cui abbiamo imparato ad apprezzare il preciso lavoro di ricerca storica.
In questo suo ultimo scritto, ci rende noto come durante la Prima Guerra Mondiale, quindi prima dell’invenzione dell’elettroshock, la corrente elettrica fosse già utilizzata sui soldati degli eserciti europei «per il trattamento delle nevrosi di guerra, oltre che per smascherare presunti simulatori». Siamo di fronte alla prima affermazione della corrente elettrica come strumento di “cura” e punizione.
Alla Prima Guerra Mondiale e all’uso della corrente faradica sui soldati, seguiranno gli anni della sperimentazione delle terapie da shock che consistono nell’infliggere volontariamente un trauma, ritenendo che il controllo e la gestione dello shock così provocato possa portare risultati terapeutici.
Nei manicomi, nelle cliniche psichiatriche universitarie e religiose, così come nei lager, si perfeziona l’induzione di stati di incoscienza con l’utilizzo delle più svariate sostanze e procedure.
Dal 1917 al 1935, si introducono in psichiatria la malarioterapia, la “cura del sonno a permanenza” tramite iniezione ciclica di barbiturici, lo shock insulinico e la terapia convulsiva mediante iniezioni di Cardiazol. Ma è nel 1938 che la corrente elettrica si insedia ufficialmente tra gli strumenti di “cura” psichiatrici; a Roma Cerletti sperimenta infatti l’ultima delle terapie da shock: l’elettroshock.
Nonostante la brutalità di tali pratiche, tanto il coma insulinico come la convulsione da Cardiazol si diffusero immediatamente.
Lo stesso avvenne poi per l’elettroshock, tuttora utilizzato e largamente praticato in Italia, dove siamo passati nell’ultimo decennio da 9 a più di 90 strutture attrezzate per la cosiddetta terapia elettroconvulsivante (TEC).
Come sottolinea Marco, dolore e terrore erano nei primi decenni del ‘900 parte fondamentale delle pratiche psichiatriche di investigazione e recupero; ma ancora oggi queste non hanno mutato la loro essenza violenta e si manifestano attraverso la coercizione, l’obbligo di cura, la contenzione fisica e farmacologica.
Durante la Prima Guerra Mondiale decine di migliaia di persone furono internate nei manicomi. La psichiatria militare rifiutava però di riconoscere nella guerra la causa delle psiconevrosi dei soldati che, come ci spiega Marco, erano considerate effetti collaterali che si manifestavano in individui “predisposti”.
Il Disturbo da Stress Post Traumatico (PTSD) è oggi catalogato nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM), come la possibile risposta di un soggetto a un evento critico abnorme (terremoti, incendi, nubifragi, attentati, azioni belliche, incidenti stradali, abusi sessuali, atti di violenza subiti o di cui si è stati testimoni, etc.). A questa nuova “malattia” si risponde con trattamenti psico-farmacologici dagli esiti spesso letali.
Tra i soldati statunitensi in Afghanistan, sono più quelli che si suicidano una volta ritornati a casa (a volte dopo aver sterminato anche la famiglia), che quelli morti in combattimento.
La stessa diagnosi PTSD e lo stesso trattamento vengono somministrati alle vittime di guerra con risvolti drammatici: sempre più si diffondono antidepressivi e antipsicotici nei campi profughi, negli Hot Spot, nei CIE. Per le donne Kurde Yezide che si disperano troppo per la perdita dei loro figli o parenti, si aprono le porte dei manicomi turchi dove neanche si parla la loro lingua.
Simile dramma viene vissuto dai bambini palestinesi della striscia di Gaza, costretti a vivere fin dalla nascita in quella prigione a cielo aperto su cui le multinazionali delle armi sperimentano sempre nuovi ordigni; il 90% di loro soffre di disturbi psicologici, ma niente paura: centinaia di ONG occidentali importano diagnosi e cure come da DSM V.
Un orribile quanto reale paradosso che rivela, oggi come allora,l’inganno e la strategia che gli sta dietro: curare il sintomo, cioè la persona “disturbata”, piuttosto che intervenire sulle reali cause del disturbo, cioè la guerra, l’occupazione, i bombardamenti, l’embargo, la fame.
Guerre, controllo psichiatrico mascherato da intervento umanitario e business delle multinazionali del farmaco, sono un pericoloso mix che dovrebbe renderci più vigili su ciò che il futuro sembra riservarci.
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
https://artaudpisa.noblogs.org/files/2017/03/correnti-di-guerra-pdf.pdf
qui la prefazione:
''Continua la collaborazione con Marco, di cui abbiamo imparato ad apprezzare il preciso lavoro di ricerca storica.
In questo suo ultimo scritto, ci rende noto come durante la Prima Guerra Mondiale, quindi prima dell’invenzione dell’elettroshock, la corrente elettrica fosse già utilizzata sui soldati degli eserciti europei «per il trattamento delle nevrosi di guerra, oltre che per smascherare presunti simulatori». Siamo di fronte alla prima affermazione della corrente elettrica come strumento di “cura” e punizione.
Alla Prima Guerra Mondiale e all’uso della corrente faradica sui soldati, seguiranno gli anni della sperimentazione delle terapie da shock che consistono nell’infliggere volontariamente un trauma, ritenendo che il controllo e la gestione dello shock così provocato possa portare risultati terapeutici.
Nei manicomi, nelle cliniche psichiatriche universitarie e religiose, così come nei lager, si perfeziona l’induzione di stati di incoscienza con l’utilizzo delle più svariate sostanze e procedure.
Dal 1917 al 1935, si introducono in psichiatria la malarioterapia, la “cura del sonno a permanenza” tramite iniezione ciclica di barbiturici, lo shock insulinico e la terapia convulsiva mediante iniezioni di Cardiazol. Ma è nel 1938 che la corrente elettrica si insedia ufficialmente tra gli strumenti di “cura” psichiatrici; a Roma Cerletti sperimenta infatti l’ultima delle terapie da shock: l’elettroshock.
Nonostante la brutalità di tali pratiche, tanto il coma insulinico come la convulsione da Cardiazol si diffusero immediatamente.
Lo stesso avvenne poi per l’elettroshock, tuttora utilizzato e largamente praticato in Italia, dove siamo passati nell’ultimo decennio da 9 a più di 90 strutture attrezzate per la cosiddetta terapia elettroconvulsivante (TEC).
Come sottolinea Marco, dolore e terrore erano nei primi decenni del ‘900 parte fondamentale delle pratiche psichiatriche di investigazione e recupero; ma ancora oggi queste non hanno mutato la loro essenza violenta e si manifestano attraverso la coercizione, l’obbligo di cura, la contenzione fisica e farmacologica.
Durante la Prima Guerra Mondiale decine di migliaia di persone furono internate nei manicomi. La psichiatria militare rifiutava però di riconoscere nella guerra la causa delle psiconevrosi dei soldati che, come ci spiega Marco, erano considerate effetti collaterali che si manifestavano in individui “predisposti”.
Il Disturbo da Stress Post Traumatico (PTSD) è oggi catalogato nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM), come la possibile risposta di un soggetto a un evento critico abnorme (terremoti, incendi, nubifragi, attentati, azioni belliche, incidenti stradali, abusi sessuali, atti di violenza subiti o di cui si è stati testimoni, etc.). A questa nuova “malattia” si risponde con trattamenti psico-farmacologici dagli esiti spesso letali.
Tra i soldati statunitensi in Afghanistan, sono più quelli che si suicidano una volta ritornati a casa (a volte dopo aver sterminato anche la famiglia), che quelli morti in combattimento.
La stessa diagnosi PTSD e lo stesso trattamento vengono somministrati alle vittime di guerra con risvolti drammatici: sempre più si diffondono antidepressivi e antipsicotici nei campi profughi, negli Hot Spot, nei CIE. Per le donne Kurde Yezide che si disperano troppo per la perdita dei loro figli o parenti, si aprono le porte dei manicomi turchi dove neanche si parla la loro lingua.
Simile dramma viene vissuto dai bambini palestinesi della striscia di Gaza, costretti a vivere fin dalla nascita in quella prigione a cielo aperto su cui le multinazionali delle armi sperimentano sempre nuovi ordigni; il 90% di loro soffre di disturbi psicologici, ma niente paura: centinaia di ONG occidentali importano diagnosi e cure come da DSM V.
Un orribile quanto reale paradosso che rivela, oggi come allora,l’inganno e la strategia che gli sta dietro: curare il sintomo, cioè la persona “disturbata”, piuttosto che intervenire sulle reali cause del disturbo, cioè la guerra, l’occupazione, i bombardamenti, l’embargo, la fame.
Guerre, controllo psichiatrico mascherato da intervento umanitario e business delle multinazionali del farmaco, sono un pericoloso mix che dovrebbe renderci più vigili su ciò che il futuro sembra riservarci.
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
domenica 19 marzo 2017
domenica 5 marzo 2017
Giovedì 9 Marzo CIrcolo Bonometti
La lettura delle opere di Foucault e di Szasz viene qui proposta per
aprire una riflessione sulla teoria e soprattutto sulla pratica
psichiatrica. L'attenzione è posta sulla critica delle basi
epistemologiche di questa scienza, che a differenza delle altre branche
della medicina opera in assenza di riscontri biologici nella maggior
parte delle sue diagnosi, e sulle istituzioni psichiatriche. Di queste
ultime, luoghi come i manicomi e gli ospedali psichiatrici giudiziari o
dispositivi come il trattamento sanitario obbligatorio e la contenzione
farmacologica, viene messo in evidenza il carattere meramente
coercitivo, a partire dal "grande internamento" analizzato da Foucault.
Si considera inoltre il ruolo della psichiatria, come denunciato da
Szasz, nella tendenza a patologizzare l'intera gamma dei comportamenti
umani a scopi di controllo sociale. A fronte di queste analisi, l'Autore
prospetta una visione olistica del problema della malattia mentale,
promuovendo all'interno della psichiatria un dialogo che apra ad una
concezione bioetica dell'individuo.
Presentazione de 'La Critica Psichiatrica nelle opere di Szasz e di
Focault' di Gabriele Crimella ed incontro con il Collettivo
Antipsichiatrico Camuno.
Giovedì 9 Marzo Ore 18
Circolo Anarchico Bonometti - Vicolo Borgondio - Brescia
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