giovedì 26 aprile 2018

Suicidio nel Carcere di Sollicciano nel reparto degenza psichiatrica

Detenuto di origine marocchina si toglie la vita nel carcere di Sollicciano a Firenze lo scorso 8 aprile.
La persona era in attesa di giudizio ed era nel reparto degenza psichiatrica.
La scarsa informazione sui media ufficiali ci fa sorgere tanti dubbi in merito alla vicenda.
sotto trovate il link a radio wombat dove potete trovare una breve intervista sulla vicenda.
https://wombat.noblogs.org/
fonte: https://artaudpisa.noblogs.org/


martedì 24 aprile 2018

LIVORNO: Giovedì 26 aprile ore 18

c/o Ex Caserma occupata in via Adriana 16

“XANAX e i SUOI FRATELLI: l’uso degli psicofarmaci a scopo ricreativo”
L’Osservatorio antiproibizionista Canapisa-Crew e il Collettivo antipsichiatrico “Antonin Artaud”
proveranno ad approfondire questo fenomeno estremamente diffuso tra i giovani

A seguire:
– Cena vegetariana antipro Benefit Canapisa 2018
– Proiezione di “Siamo fatti così”, documentario che nasce dal’esigenza, da parte di MDMA (movimento di massa antiproibizionista) e di Polivisioni (gruppo di filmaker indipendenti), di capire quali siano i meccanismi sociali e politici che sottostanno alle logiche proibizioniste, cercando, per quanto possibile, di proporre alternative.

Per info:
canapisa@inventati.org / antipsichiatriapisa@inventati.org

domenica 22 aprile 2018

Venerdì 27 aprile - Torino

ore 21 alla Federazione Anarchica
in corso Palermo 46

"I nuovi manicomi. A quarant’anni dalla loro chiusura, le gabbie dei matti ci sono ancora"
Introduce la serata Nicola Valentino, autore, tra gli altri, di “Istituzioni post manicomiali”
Organizza il collettivo antipsichiatrico “Francesco Mastrogiovanni”




qui il podcast della trasmissione Anarres di Radio Black Out, con spottino e diretta  (a metà circa della trasmissione) per pubblicizzare l'incontro di venerdì prossimo:
http://radioblackout.org/2018/04/anarres-del-20-aprile-primavera-francese-il-manicomio-diffuso-anarchici-contro-il-fascismo-la-dittatura-lesilio-la-lotta-armata-la-liberta-25-aprile-la-memoria-di-i/

lunedì 16 aprile 2018

CAMAP: Giovedì 19 aprile - Forlì

Giovedì 19 aprile, dalle 18:30, all’Hanta-Yo autogestito

Serata con NANA (Folk-Punk cantautorale) e alcun* compagn* del collettivo antipsichiatrico CAMAP.

Per parlare del mondo della psichiatrizzazione e raccontare/condividere esperienze di lotta e di resistenza al controllo intimo e subdolo delle nostre vite, della nostra unicità classificata dal potere come “pazzia” o “malattia mentale”.
Benvenute esperienze e racconti di chi si sentisse a suo agio per condividerli.
Cibo e beveraggio BELLAVITA (ognun* porta qualcosa) VEGAN!!

Hanta-Yo Autogestito, via ravegnana 68, Forlì

 https://roundrobin.info

giovedì 12 aprile 2018

Ateneo Libertario, Firenze 20/04: ANTIPSICHIATRIA IN TOSCANA



VENERDI’ 20 APRILE a FIRENZE
c/ Ateneo Libertario in via Borgo Pinti 50r

Alle ore 20 APERICENA

alle ore 21 incontro su ANTIPSICHIATRIA  in TOSCANA
in ricordo del compagno Raffaele “ROMA” Bonaccorsi ex –Telefono Viola di Milano

con proiezione del fumetto " SORVEGLIARE E COMPATIRE"
dei video “NO LOCO”,“PIETRO” di A. Valente  e di “CORTOSHOCK” di A.Maiorana, D.Filipetto
introduzione sull’esperienza del collettivo antipsichiatrico Violetta Van Gogh
e incontro con il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud di Pisa

per info:
ateneolibertariofirenze@inventati.org www.autistici.org/ateneolibertariofiorentino
antipsichiatriapisa@inventati.org /artaudpisa.noblogs.org

mercoledì 11 aprile 2018

Coming soon: Archivio Giorgio Antonucci




Riceviamo e pubblichiamo:
Email: admin@giorgioantonucci.org
Grazie per seguirci. Stiamo organizzando l'archivio, un progetto di ampio respiro che raccoglierà i documenti relativi al lavoro di Giorgio Antonucci, organizzati in base al formato: scritti, interviste, video, audio, immagini. Prevediamo di pubblicare il sito fra qualche mese, probabilmente all'inizio dell'estate. Nel frattempo vi invitiamo a diffondere il progetto attraverso le reti sociali, email, etc.

https://giorgioantonucci.org/?wysija-page=1&controller=email&action=view&email_id=3&wysijap=subscriptions&user_id=1

domenica 8 aprile 2018

Aosta: inchiesta sugli ex vertici di psichiatria: indagato il medico Antonio Colotto

Aosta - A carico dell'ex direttore gli inquirenti formulano le ipotesi di peculato, falso e corruzione. Avrebbe trattenuto fondi destinati all'Usl per visite in regime di intramoenia e ricevuto somme per un certificato “addomesticato”.

Un'altra inchiesta della Procura di Aosta tocca gli ex vertici del Dipartimento di salute mentale dell'Usl della Valle d'Aosta. E' infatti di queste ore la notizia che il già direttore Antonio Colotto, medico specialista in psichiatria, risulta indagato per peculato, falso e corruzione.
Del fascicolo è titolare il pm Luca Ceccanti, con gli accertamenti delegati al Gruppo Aosta della Guardia di Finanza. Gli inquirenti hanno concentrato l'attenzione sull'attività svolta dal dottore in regime di libera professione intramoenia. Per quelle visite, il medico avrebbe trattenuto del denaro, destinato in realtà all'azienda Usl. A carico di Colotto vi è anche l'ipotesi di aver percepito delle somme per emettere un certificato medico “addomesticato”, che per gli investigatori sarebbe pertanto falso.
Assieme al medico, per quest'ultimo episodio, sono indagate due persone rivoltesi a lui, agenti di Polizia penitenziaria, per cui la contestazione è di concorso in corruzione e falso. Nelle indagini, nate da alcuni elementi raccolti durante l'inchiesta che ha riguardato lo psichiatra Marco Bonetti - oggi anch'egli in pensione, ma già “numero 2” di Colotto quando entrambi erano in servizio - le Fiamme Gialle comandate dal tenente colonnello Francesco Caracciolo hanno acquisito documentazione clinica e sentito alcune persone in qualità di testimoni.

fonte: www.aostasera.it

giovedì 5 aprile 2018

E’ LA PSICHIATRIA SOCIALMENTE PERICOLOSA/ volantino PRESIDIO NO REMS sab 7/04 Volterra


E’ LA PSICHIATRIA SOCIALMENTE PERICOLOSA

La Legge n°81/2014 ha chiuso gli OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari), e ha previsto l'entrata in funzione delle REMS (Residenze Esecutiva per le Misure di Sicurezza).
La REMS di Volterra è un mini OPG, una struttura manicomiale, una istituzione totale.

Cambia il nome, cambia in parte la gestione e cambiano alcune procedure, forse queste strutture saranno “più pulite, moderne”, ma non cambia la sostanza. La logica concentrazionaria che ne è alla base, resta quella del fascista Codice Rocco, basata su un meccanismo d’internamento/custodia manicomiale per i cosiddetti “socialmente pericolosi”, un paradigma totalizzante/escludente per contenere una umanità “eccedente”. Chiudere i manicomi criminali senza cambiare il codice penale che li sostiene vuol dire creare nuove strutture, forse più accoglienti,  ma all’interno delle quali finirebbero sempre rinchiuse persone giudicate incapaci d’ intendere e volere. Per abolire realmente le REMS (e gli OPG ) bisogna non riproporre i criteri e i modelli di custodia e occorre metter mano a una riforma degli articoli del codice penale e di procedura penale che si riferiscono ai concetti di pericolosità sociale del “folle reo, di incapacità e di non imputabilità”, che determinano il percorso di invio alle REMS.
La questione non è solo la chiusura di questi posti: non si tratta solo di chiudere una scatola, per aprirne tante altre più piccole. Il problema è superare il modello di internamento, è non riproporre gli stessi meccanismi e gli stessi dispositivi manicomiali. Il problema non è se sono grossi o piccoli, il problema è che cosa sono. Il manicomio non è solo una questione di dove lo fai, se c’è l’idea della persona come soggetto pericoloso che va isolato, dovunque lo sistemi sarà sempre un manicomio.

Prima della fine dell’ultima legislatura è stato fatto passare un emendamento dal PD che dispone il ricovero nelle REMS esattamente come se fossero i vecchi OPG, dei detenuti considerati “rei folli”, quelli in osservazione psichiatrica e le persone con la misura di sicurezza provvisoria.
Il rischio che si corre nel momento in cui si dice che qualunque persona che si trova in carcere, o in una struttura psichiatrica, anche in attesa di giudizio, venga mandata nelle REMS, e' quello che si ricostituiscano le strutture manicomiali. L'emendamento in questione ripristina la vecchia normativa prima della legge 81/2014, invece di affrontare il problema della legittimità delle misure di sicurezza provvisorie decise dai Gip, e di quelle che rimangono non eseguite, si ipotizza una violazione della legge 81 ripristinando la logica e le pratiche dei vecchi OPG.

Di fatto una parte consistente degli internati già dovrebbe essere fuori per le stesse regole statali; la gran parte non ha commesso violenze gravi su vittime indifese, come invece spesso viene detto strumentalmente; in ogni caso, come dimostra la realtà, gli apparati d’ internamento/controllo sistemici riproducono disastri sul piano sociale e individuale.
L’istituzione totale è un dispositivo classista e gerarchico, funzionale a logiche di profitto e dominio elitari, al contempo di omologazione e separazione. Per noi occorre partire da un nuovo paradigma non escludente, a cominciare dal fatto che la libertà è terapeutica e che occorre costruire relazioni sociali diverse e migliori, rivoluzionando l’esistente, rompendo così, a 360 gradi, la gabbia sistemica della cosiddetta “malattia mentale”, costruendo percorsi “altri”.

Crediamo che ci sia bisogno d’immaginare e sperimentare dal basso forme di sostegno socializzanti, come già avviene in alcune realtà autogestite, con persone che hanno cortocircuiti mentali e sofferenza psichica, che poi è sofferenza esistenziale, antitetici al sistemico internamento/controllo. Percorsi di apertura umana e interazione, coinvolgenti rispetto ai contesti territoriali e comunitari, in cui affrontare dal basso le vari situazioni critiche rigettando dispositivi segreganti. Sperimentazioni che possano usare risorse realmente pubbliche, in cui siano protagoniste le persone, nelle varie dimensioni, nel rispetto dell’integrità, dell’autonomia e della dignità di tutti/e i soggetti in campo, senza sbarre e contenzioni manicomiali.
Come libertari pensiamo che sia fondamentale la costituzione e sperimentazione di reti sociali autogestite e di spazi sociali autonomi rispetto al sistema imperante, lo svilupparsi di una varietà di percorsi di vita costruiti dal basso e basati sul mutuo aiuto e sul protagonismo delle persone.

Lo Spazio Libertario Pietro Gori e il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud rimangono contrari a tutte le istituzioni totali. A partire da ciò, con altri aspetti ancora da approfondire data la complessità della questione, pensiamo che sia importante aprire un confronto sociale e culturale.



Spazio Libertario Pietro Gori Volterra,Via Don Minzoni 58
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud, via San Lorenzo 38 Pisa antipsichiatriapisa@inventati.org